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Novità legislative · 5 settembre 2026

Nuovo Codice della Strada 2026: cosa cambia con la revisione delle sanzioni e quali sono le conseguenze penali

La revisione del Codice della Strada 2026 prevede nuove regole sulle sanzioni, con una riduzione complessiva degli importi ma aumenti per le condotte più pericolose. Analizziamo le principali novità e le conseguenze penali legate a guida in stato di ebbrezza, stupefacenti e violazioni del Codice della Strada.

Nuovo Codice della Strada 2026: cosa cambia con la revisione delle sanzioni e quali sono le conseguenze penali

La nuova revisione del Codice della Strada prevede, nel complesso, una riduzione delle sanzioni del 7%, ma introduce aumenti mirati per le condotte ritenute maggiormente pericolose. Particolare attenzione resta rivolta alle violazioni che possono avere conseguenze penali, tra cui la guida dopo l'assunzione di sostanze stupefacenti e la guida in stato di ebbrezza.

Nuovo Codice della Strada: la riforma è ancora in corso

Il 3 settembre 2026 il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha trasmesso agli operatori del settore e alle associazioni coinvolte nella consultazione la nuova versione della tabella delle sanzioni prevista nell'ambito della revisione del Codice della Strada.

Non si tratta, dunque, di un sistema di sanzioni già definitivamente approvato.

Secondo i dati diffusi dal MIT, sono state analizzate 795 fattispecie sanzionatorie. Di queste, 66 prevedono un aumento dell'importo, mentre le altre sono destinate a diminuire, con una riduzione complessiva dell'impatto sanzionatorio stimata intorno al 7% rispetto al sistema attualmente vigente.

La consultazione prosegue e il testo definitivo dovrà successivamente completare il proprio iter istituzionale.

Multe più basse, ma aumenti per le condotte più pericolose

La logica della revisione non consiste semplicemente nella riduzione generalizzata delle multe.

Il nuovo sistema mira infatti a distinguere maggiormente le violazioni in relazione alla loro effettiva pericolosità.

Tra gli esempi indicati dal Ministero vi è la sanzione per la violazione dell'obbligo di assicurazione dei veicoli a motore, che passerebbe dagli attuali 866 euro a 1.000 euro.

Anche alcune violazioni delle regole di precedenza connesse alle manovre di immissione, retromarcia e inversione di marcia sarebbero interessate da un aumento, da 42 a 80 euro.

La revisione prevede inoltre l'introduzione di 85 nuove fattispecie sanzionatorie, relative a comportamenti ritenuti particolarmente gravi e non adeguatamente disciplinati dal sistema attuale.

Sanzioni più proporzionate alla gravità della condotta

Uno degli aspetti più interessanti della revisione riguarda i criteri utilizzati per determinare l'entità della sanzione.

L'obiettivo è collegare maggiormente la risposta sanzionatoria alle concrete caratteristiche della violazione.

Tra gli elementi che possono assumere rilievo vengono considerati, tra gli altri, la reiterazione dell'illecito, le condizioni del conducente, la tipologia del veicolo, il luogo nel quale la violazione viene commessa e le conseguenze prodotte.

In alcune ipotesi l'incremento della sanzione potrà arrivare fino al 50% dell'importo base.

Una particolare attenzione è inoltre riservata alle violazioni dei limiti di velocità, con l'obiettivo di rendere maggiormente proporzionata la sanzione rispetto all'effettivo superamento del limite.

Nuovo Codice della Strada e guida dopo l'assunzione di stupefacenti

Tra gli aspetti di maggiore interesse per il diritto penale vi è quello relativo alla guida dopo l'assunzione di sostanze stupefacenti, disciplinata dall'art. 187 del Codice della Strada.

La materia è stata profondamente modificata dalla riforma del 2024 e ha successivamente dato luogo a importanti questioni interpretative.

Sul punto è intervenuta la Corte costituzionale con la sentenza n. 10 del 2026.

La Corte ha ritenuto non fondate le questioni di legittimità costituzionale sollevate sulla nuova formulazione dell'art. 187, ma ha precisato un principio particolarmente importante: la norma non può essere interpretata nel senso di punire automaticamente chiunque abbia assunto una sostanza stupefacente in un momento precedente alla guida.

La rilevanza penale deve essere collegata alla concreta sicurezza della circolazione.

In particolare, secondo la Corte, deve trattarsi di una situazione nella quale sia ragionevole presumere che la sostanza assunta sia ancora in grado di produrre effetti tali da incidere negativamente sulla capacità di guida e da creare un pericolo per la sicurezza stradale.

Si tratta di un chiarimento di grande importanza pratica, soprattutto nei procedimenti penali nei quali l'accertamento dell'assunzione della sostanza e quello della concreta incidenza sulla capacità di guida vengono a sovrapporsi.

Guida in stato di ebbrezza: quando le conseguenze diventano penali

Un altro settore nel quale il Codice della Strada presenta conseguenze particolarmente rilevanti è quello della guida in stato di ebbrezza.

A seconda del tasso alcolemico accertato e delle concrete circostanze del caso, la condotta può assumere rilevanza penale, con conseguenze che possono riguardare non soltanto la sanzione pecuniaria, ma anche la patente di guida e, nei casi previsti dalla legge, ulteriori conseguenze personali.

Per questo motivo, in presenza di un procedimento penale, è fondamentale esaminare non soltanto il risultato dell'alcoltest, ma anche le modalità con le quali l'accertamento è stato eseguito, la documentazione relativa alla procedura e tutte le circostanze concrete del controllo.

Sospensione e revoca della patente

Le conseguenze di una violazione del Codice della Strada non si esauriscono necessariamente nel pagamento di una multa.

A seconda della violazione contestata possono infatti entrare in gioco sospensione, revoca o altre misure riguardanti la patente di guida.

Quando la condotta costituisce anche reato, la posizione del conducente deve essere valutata sotto un duplice profilo: quello amministrativo e quello penale.

È quindi importante verificare, caso per caso, quale sia la contestazione formulata dagli organi accertatori, quali siano gli elementi di prova disponibili e quali conseguenze possano derivare dal procedimento.

La revisione del Codice della Strada non significa quindi semplicemente "multe più basse"

La nuova revisione sembra muoversi verso un sistema nel quale la sanzione dovrebbe essere maggiormente proporzionata alla concreta gravità della violazione.

Nel complesso, secondo i dati diffusi dal MIT, l'impatto economico delle sanzioni dovrebbe diminuire, ma sono previsti aumenti per alcune condotte considerate maggiormente pericolose.

Per chi si trova coinvolto in un procedimento relativo alla circolazione stradale, tuttavia, l'importo della multa rappresenta soltanto uno degli aspetti da considerare.

In presenza di una possibile responsabilità penale, diventano infatti fondamentali anche l'esame della contestazione, le modalità di accertamento, la validità degli elementi di prova e le conseguenze sulla patente di guida.

Quando è opportuno rivolgersi a un avvocato penalista?

È consigliabile richiedere una valutazione legale quando la violazione contestata può avere conseguenze penali, in particolare nei casi di:

  • guida dopo l'assunzione di sostanze stupefacenti;
  • guida in stato di ebbrezza;
  • incidente stradale con conseguenze per le persone;
  • rifiuto degli accertamenti previsti dalla legge;
  • contestazioni relative alla sospensione o alla revoca della patente;
  • contestazioni nelle quali siano presenti dubbi sulle modalità di esecuzione degli accertamenti.

In queste situazioni, l'analisi del caso concreto è fondamentale per comprendere quali siano le conseguenze giuridiche della contestazione e quali strumenti difensivi possano essere utilizzati.

Avv. Luigi Russo
Avvocato penalista – Roma e Milano

Il presente articolo ha finalità esclusivamente informative e non costituisce parere legale. Ogni vicenda deve essere valutata sulla base delle circostanze concrete e della normativa applicabile al momento del fatto.

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Avvocato penalista · Foro di Roma