Indagini difensive: uno strumento spesso sottovalutato
Indagini difensive: cosa sono, come si svolgono e perchè possono essere decisive nel processo penale.
Investigazioni difensive: cosa sono, come si svolgono e perché possono essere decisive nel processo penale
Nel procedimento penale la ricerca della prova non è riservata esclusivamente al Pubblico Ministero e alla Polizia Giudiziaria.
Anche la difesa, infatti, dispone di specifici strumenti investigativi attraverso i quali può ricercare, individuare e documentare elementi utili a dimostrare l'innocenza dell'indagato o dell'imputato, oppure a sostenere una diversa ricostruzione dei fatti.
Si tratta delle investigazioni difensive, disciplinate dagli articoli 391-bis e seguenti del codice di procedura penale, introdotti dalla legge 7 dicembre 2000, n. 397.
Le investigazioni difensive rappresentano oggi uno degli strumenti più importanti a disposizione dell'avvocato penalista e possono assumere un ruolo decisivo già durante le indagini preliminari, prima ancora che venga esercitata l'azione penale.
Cosa sono le investigazioni difensive
Le investigazioni difensive consistono nell'attività di ricerca della prova svolta dal difensore nell'interesse della persona sottoposta a indagini o dell'imputato.
L'art. 327-bis c.p.p. riconosce al difensore la facoltà di svolgere investigazioni per ricercare ed individuare elementi di prova a favore del proprio assistito.
La logica è quella della parità tra accusa e difesa: se il Pubblico Ministero può svolgere attività investigativa per accertare i fatti e raccogliere elementi utili all'accusa, anche il difensore deve poter ricercare autonomamente gli elementi favorevoli alla persona assistita.
Non si tratta, quindi, di una semplice attività preparatoria del processo.
L'investigazione difensiva può consentire di individuare testimoni, acquisire documentazione, effettuare sopralluoghi, svolgere accertamenti tecnici e raccogliere dichiarazioni che potranno essere utilizzate nell'ambito del procedimento penale secondo le regole stabilite dal codice di procedura penale.
Quando possono essere svolte le investigazioni difensive?
Le investigazioni difensive possono essere svolte durante il procedimento penale, ma in determinate condizioni possono essere effettuate anche prima che un procedimento venga formalmente instaurato.
L'art. 391-nonies c.p.p. disciplina infatti la cosiddetta attività investigativa preventiva.
Il difensore può ricevere uno specifico mandato per svolgere attività investigativa nell'eventualità che venga successivamente instaurato un procedimento penale.
Questo strumento può essere particolarmente importante quando il difensore viene a conoscenza di una situazione che potrebbe sfociare in un procedimento penale e ritiene necessario acquisire tempestivamente elementi che, con il trascorrere del tempo, potrebbero andare perduti o diventare difficilmente reperibili.
Naturalmente, gli atti che richiedono l'autorizzazione o l'intervento dell'autorità giudiziaria non possono essere compiuti autonomamente dal difensore.
Che cosa può fare concretamente il difensore?
Le investigazioni difensive possono comprendere diverse attività.
Tra le principali rientrano:
- colloqui con persone informate sui fatti;
- acquisizione di dichiarazioni scritte;
- assunzione e documentazione di informazioni;
- richiesta di documentazione alla Pubblica Amministrazione;
- accesso ai luoghi;
- rilievi fotografici, audiovisivi, planimetrici e tecnici;
- accertamenti tecnici;
- individuazione e ricerca di persone informate sui fatti;
- acquisizione di documentazione e altri elementi utili alla ricostruzione dell'accaduto.
Il difensore può inoltre avvalersi, nei casi previsti dalla legge, di investigatori privati autorizzati, consulenti tecnici e altri ausiliari.
L'attività investigativa deve naturalmente essere svolta nel rispetto delle specifiche regole previste dal codice di procedura penale.
Il colloquio con le persone informate sui fatti
Uno degli strumenti più conosciuti delle investigazioni difensive è rappresentato dal colloquio con le persone che possono riferire circostanze utili all'attività investigativa.
L'art. 391-bis c.p.p. prevede diverse modalità.
Il difensore può innanzitutto effettuare un semplice colloquio non documentato, finalizzato ad acquisire notizie.
Può inoltre chiedere alla persona di rendere una dichiarazione scritta oppure di assumere informazioni da documentaresecondo le modalità previste dalla legge.
Non si tratta, tuttavia, di un'attività priva di formalità.
La persona deve essere informata, tra l'altro, della qualità del soggetto che procede al colloquio, dello scopo dell'attività, della facoltà di non rispondere e delle responsabilità penali conseguenti ad eventuali dichiarazioni false.
La persona ha quindi il diritto di non rispondere.
In determinate condizioni, tuttavia, il difensore può chiedere al Pubblico Ministero che la persona venga formalmente sentita.
Cosa succede se una persona rifiuta di rispondere?
Questo è un aspetto particolarmente importante.
La persona informata sui fatti può esercitare la facoltà di non rispondere.
In questo caso, il difensore può chiedere al Pubblico Ministero di procedere all'audizione della persona.
Il Pubblico Ministero deve fissarla entro sette giorni dalla richiesta, nei casi e con i limiti previsti dall'art. 391-bis c.p.p.
Il difensore può inoltre chiedere, in alternativa, che si proceda mediante incidente probatorio, anche al di fuori delle ipotesi ordinarie previste dall'art. 392 c.p.p., quando ne ricorrano i presupposti.
Si tratta di strumenti che possono assumere particolare rilievo quando la dichiarazione di una determinata persona è potenzialmente decisiva per la ricostruzione dei fatti.
Le persone già sentite dalla Polizia Giudiziaria o dal Pubblico Ministero
Un limite importante riguarda le persone che siano già state sentite dalla Polizia Giudiziaria o dal Pubblico Ministero.
Il difensore non può chiedere loro quali domande siano state formulate dagli investigatori né quali risposte siano state fornite.
L'obiettivo è evitare che l'attività investigativa difensiva si trasformi in uno strumento di interferenza o condizionamento dell'attività investigativa dell'accusa.
Il difensore, tuttavia, può naturalmente svolgere l'attività consentita dalla legge per acquisire ulteriori elementi utili alla difesa.
Le dichiarazioni devono essere documentate
Quando il difensore riceve una dichiarazione scritta o assume formalmente informazioni, il codice stabilisce precise modalità di documentazione.
L'art. 391-ter c.p.p. disciplina il contenuto della documentazione e prevede, tra l'altro, l'indicazione della data, delle generalità dei soggetti coinvolti, degli avvertimenti effettuati e dei fatti sui quali verte la dichiarazione.
Le informazioni possono essere documentate anche mediante riproduzione fonografica.
Per le dichiarazioni rese da persone minorenni, inferme di mente o in condizioni di particolare vulnerabilità sono previste specifiche garanzie, compresa, nei casi stabiliti dalla legge, la documentazione integrale mediante strumenti di riproduzione audiovisiva o fonografica.
Il rispetto delle formalità non è un aspetto meramente burocratico: eventuali violazioni possono infatti determinare l'inutilizzabilità delle dichiarazioni o delle informazioni.
La richiesta di documenti alla Pubblica Amministrazione
Le investigazioni difensive non riguardano soltanto le dichiarazioni testimoniali.
L'art. 391-quater c.p.p. consente al difensore di chiedere alla Pubblica Amministrazione i documenti in suo possesso e di estrarne copia a proprie spese.
Questa possibilità può essere estremamente utile in numerosi procedimenti penali.
A seconda del caso concreto, possono assumere rilevanza, ad esempio, documenti amministrativi, autorizzazioni, provvedimenti, registri, comunicazioni o altra documentazione che possa contribuire alla ricostruzione dei fatti.
In caso di rifiuto dell'Amministrazione, il codice prevede specifici strumenti di tutela.
L'accesso ai luoghi
Un'altra importante attività investigativa è l'accesso ai luoghi.
L'art. 391-sexies c.p.p. consente al difensore, al sostituto e agli ausiliari autorizzati di effettuare accessi per prendere visione dello stato dei luoghi e delle cose oppure per effettuare rilievi tecnici, grafici, planimetrici, fotografici o audiovisivi.
Il sopralluogo può essere particolarmente importante quando la ricostruzione dell'evento dipende dalle caratteristiche concrete di un determinato luogo.
Si pensi, ad esempio, alla ricostruzione di un incidente, alla visibilità da un determinato punto, alla posizione di una telecamera, alle caratteristiche di un ambiente o alla distanza tra due luoghi.
L'attività deve essere adeguatamente documentata attraverso un apposito verbale.
L'accesso ai luoghi privati
La disciplina cambia quando l'accesso riguarda luoghi privati o non aperti al pubblico.
Se manca il consenso di chi ne ha la disponibilità, il difensore deve chiedere l'autorizzazione al giudice.
Il provvedimento deve indicare le concrete modalità dell'accesso.
Particolari limiti sono inoltre previsti per le abitazioni e le relative pertinenze: l'accesso è consentito soltanto quando sia necessario accertare tracce e altri effetti materiali del reato.
Il fascicolo del difensore
Uno degli aspetti più importanti della disciplina è rappresentato dal fascicolo del difensore, previsto dall'art. 391-octies c.p.p.
Nel corso delle indagini preliminari e dell'udienza preliminare, quando il giudice deve adottare una decisione con l'intervento della parte privata, il difensore può presentare direttamente al giudice gli elementi di prova raccolti a favore del proprio assistito.
Il difensore può inoltre, nei casi previsti dalla legge, presentare tali elementi al giudice anche durante le indagini preliminari quando questi debba adottare una decisione per la quale non è previsto l'intervento della parte assistita.
La documentazione viene inserita nella parte del fascicolo informatico riservata al difensore.
Il difensore può, inoltre, presentare al Pubblico Ministero gli elementi di prova favorevoli al proprio assistito.
Questo significa che l'attività investigativa difensiva può avere un'importanza decisiva prima ancora dell'eventuale rinvio a giudizio.
Le investigazioni difensive possono evitare il processo?
In alcuni casi, sì.
È proprio questa una delle ragioni per cui è importante che l'attività difensiva venga valutata tempestivamente.
Se durante le indagini emergono elementi che mettono seriamente in discussione la ricostruzione accusatoria, il difensore può sottoporli al Pubblico Ministero affinché vengano valutati nell'ambito delle determinazioni che l'ufficio dovrà assumere.
Le investigazioni difensive possono quindi contribuire, a seconda del caso concreto, a:
- dimostrare l'estraneità dell'indagato ai fatti;
- individuare una diversa ricostruzione dell'episodio;
- mettere in discussione un elemento dell'accusa;
- individuare testimoni favorevoli;
- acquisire documentazione rilevante;
- verificare la correttezza di una determinata ricostruzione;
- individuare elementi tecnici incompatibili con la prospettazione accusatoria;
- fornire al Pubblico Ministero elementi favorevoli all'indagato;
- preparare in maniera più efficace la strategia difensiva per le fasi successive del procedimento.
Naturalmente, l'efficacia delle investigazioni dipende sempre dalle caratteristiche del singolo caso e dalla tempestività con cui vengono svolte.
Investigazioni difensive e consulenti tecnici
In procedimenti particolarmente complessi, l'attività investigativa può richiedere competenze specialistiche.
Il difensore può quindi avvalersi di consulenti tecnici.
La consulenza può riguardare, a seconda della natura del procedimento, discipline come la medicina legale, la balistica, l'informatica forense, l'ingegneria, la contabilità, la genetica forense, la ricostruzione degli incidenti e molte altre.
In questi casi l'investigazione difensiva non consiste semplicemente nel "raccogliere informazioni", ma può comportare una vera e propria attività di verifica tecnica dell'ipotesi accusatoria.
Gli accertamenti tecnici non ripetibili
Particolare attenzione deve essere prestata agli accertamenti tecnici non ripetibili.
Quando il difensore intende procedere a un accertamento di questo tipo, l'art. 391-decies c.p.p. impone specifici obblighi di comunicazione al Pubblico Ministero, affinché possa esercitare le facoltà previste dalla legge.
La ragione è evidente: quando un'attività non può essere successivamente ripetuta, occorre garantire anche alla parte pubblica la possibilità di partecipare all'accertamento secondo le modalità previste dal codice.
Anche sotto questo profilo, quindi, la corretta impostazione dell'attività investigativa è fondamentale.
Perché rivolgersi tempestivamente a un avvocato penalista
Le investigazioni difensive sono uno strumento particolarmente delicato.
Non basta "sentire un testimone" o "raccogliere un documento".
Occorre innanzitutto comprendere quali elementi siano realmente utili alla strategia difensiva, quali attività possano essere svolte, quali formalità debbano essere rispettate e quale sia il momento processuale più opportuno per utilizzare gli elementi raccolti.
La tempestività può inoltre essere determinante.
Con il trascorrere del tempo, infatti, un testimone potrebbe non ricordare più con precisione un episodio, un documento potrebbe diventare difficile da reperire, un luogo potrebbe essere modificato oppure una traccia materiale potrebbe scomparire.
Per questo motivo, in un procedimento penale complesso, l'attività difensiva non dovrebbe necessariamente iniziare con la semplice lettura degli atti dell'accusa.
Può essere necessario costruire autonomamente la prova, verificando la ricostruzione dei fatti e ricercando gli elementi favorevoli all'assistito.
Investigazioni difensive: uno strumento fondamentale della difesa penale
Le investigazioni difensive costituiscono, in definitiva, una componente fondamentale del moderno processo penale.
La difesa non deve limitarsi a contestare le prove raccolte dall'accusa: nei limiti previsti dalla legge, può ricercare autonomamente elementi di prova, verificare le ricostruzioni investigative e sottoporre al giudice o al Pubblico Ministero gli elementi favorevoli alla persona assistita.
Per questo, soprattutto nei procedimenti caratterizzati da una particolare complessità probatoria, l'attività investigativa può rappresentare una parte essenziale della strategia difensiva.
Ogni procedimento penale presenta tuttavia caratteristiche differenti. La necessità e le modalità delle investigazioni difensive devono essere valutate caso per caso sulla base degli atti disponibili, della natura dell'accusa e degli obiettivi della difesa.
Hai bisogno di svolgere investigazioni difensive?
Lo Studio Legale Avv. Luigi Russo presta assistenza nell'ambito di procedimenti penali e valuta, in relazione alle caratteristiche del singolo caso, l'opportunità di svolgere investigazioni difensive, acquisire documentazione, raccogliere dichiarazioni, effettuare sopralluoghi e avvalersi di consulenti tecnici o investigatori autorizzati.
Una valutazione tempestiva può essere particolarmente importante quando esiste il rischio che persone, documenti o elementi materiali utili alla difesa possano diventare difficili da reperire o verificare con il trascorrere del tempo.